Nexblue, la wallbox a prova di futuro: ISO 15118, Plug & Charge e ricarica bidirezionale V2X
Test TÜV Rheinland, flusso bidirezionale da circa 19 kW e Plug & Charge su auto reali: perché le wallbox Nexblue sono a prova di futuro, verso V2H e V2G.

Oggi molte wallbox vengono presentate come "compatibili ISO 15118" o "pronte per il V2G". Ma cosa c'è davvero dietro queste etichette? Basta avere il chip di comunicazione giusto, oppure serve aver provato il caricatore con auto vere, di marchi diversi, in condizioni reali?
È la domanda da cui parte l'ultimo aggiornamento tecnico pubblicato da Nexblue, il produttore scandinavo di wallbox di cui EV2GO è distributore esclusivo per l'Italia. La risposta è il motivo per cui scegliere oggi una Nexblue significa scegliere una wallbox a prova di futuro: pronta a seguire l'evoluzione delle auto elettriche, fino al giorno in cui l'auto restituirà energia alla casa e alla rete.
Una wallbox si installa una volta e resta sul muro per molti anni. Le auto, il loro software e le regole della rete invece cambiano di continuo. Per questo conta scegliere un prodotto progettato per evolvere.
Perché una Nexblue è a prova di futuro
🔌 Il linguaggio del futuro, già a bordo
Nexblue integra nella propria piattaforma l'hardware di comunicazione per lo standard ISO 15118, la base tecnica di Plug & Charge, V2H e V2G. Non un modulo aggiunto, ma parte del progetto della wallbox.
🧠 Hardware e software fatti in casa
Nexblue sviluppa internamente sia l'elettronica sia il software di ricarica. Quando arrivano nuove auto o nuovi aggiornamenti, può analizzare, correggere e migliorare direttamente, senza dipendere da fornitori esterni.
🔄 Una roadmap chiara verso V2H e V2G
Test di protocollo, prove bidirezionali reali e collaborazioni con 7 case automobilistiche: Nexblue sta preparando il passaggio dalla ricarica intelligente di oggi all'energia bidirezionale di domani.
Cosa sono ISO 15118 e V2X, in parole semplici
ISO 15118 è il "linguaggio" con cui auto e caricatore si parlano: si riconoscono, si autenticano, concordano potenza e tempi di ricarica.
V2X (Vehicle-to-Everything) è l'insieme degli usi bidirezionali: V2H quando l'auto alimenta la casa, V2G quando restituisce energia alla rete elettrica.
Plug & Charge: colleghi l'auto e la ricarica parte da sola, senza tessera né app, grazie a certificati digitali.
AutoCharge: il caricatore riconosce il veicolo e autorizza automaticamente la sessione. Ideale per flotte e ricarica quotidiana.
Le cinque tappe già raggiunte da Nexblue
Negli ultimi mesi Nexblue è passata dai test di laboratorio alle prove con veicoli reali:
| Tappa | Cosa è stato verificato |
|---|---|
| TÜV Rheinland | Test completi del protocollo secondo ISO 15118-2 e ISO 15118-20 |
| ElaadNL (febbraio 2026) | Flusso di energia bidirezionale reale, con ricarica AC e Plug & Charge |
| Monta (febbraio 2026) | Plug & Charge end-to-end su auto reali (tra cui VW ID.3) con backend OCPP 1.6 e certificati Hubject |
| AutoCharge | Funzione OCPP completata: autorizzazione automatica del veicolo al momento del collegamento |
| 7 case automobilistiche | Test di interoperabilità ISO 15118 e V2X con i team di ingegneria degli OEM |
Nei test ElaadNL l'energia è fluita davvero in senso inverso: circa 19 kW restituiti, un valore limitato solo dalla capacità dell'emulatore di veicolo utilizzato.
Perché non basta "supportare" uno standard
Lo standard è comune, ma ogni casa automobilistica lo implementa a modo suo: tempi di risposta, gestione dei parametri, sicurezza, comportamento dopo un aggiornamento software OTA. Un'auto che funziona perfettamente non garantisce che funzioni anche quella di un altro marchio.
È qui che si vede la differenza tra una wallbox "compatibile sulla carta" e una a prova di futuro. Nexblue ha scelto di sviluppare in casa sia l'hardware di comunicazione sia il software del protocollo, invece di affidarsi a moduli di terze parti. Il vantaggio è molto concreto: quando durante una sessione di test emerge un problema, gli ingegneri possono analizzarlo, correggerlo e ripetere la prova sul posto, senza attendere settimane un aggiornamento dal fornitore del modulo.
I test con gli OEM non si sono limitati alla ricarica "ideale": hanno messo alla prova interferenze di segnale, interruzioni, arresti e riprese della ricarica, variazioni di potenza imposte dai sistemi di gestione energetica. Il riscontro è stato molto positivo, al punto che diversi costruttori hanno chiesto nuove sessioni congiunte e unità di prova per i propri laboratori.
La scelta strategica: V2G in corrente alternata
Nexblue punta sul V2G in AC, e il motivo interessa direttamente chi ricarica a casa o in azienda. Nel V2G in corrente continua serve un costoso convertitore bidirezionale esterno; in quello in alternata la conversione la fa già il caricatore di bordo dell'auto.
Risultato: a casa basta una wallbox AC compatta, con costi più bassi, meno ingombri e un'installazione più semplice. È l'approccio più adatto a una diffusione su larga scala nelle abitazioni, ed è proprio la strada su cui si muovono le wallbox Nexblue.
V2H: la prima applicazione concreta
Prima ancora che il V2G diventi un servizio di mercato, l'auto può diventare la batteria di casa:
- alimentazione di backup durante un blackout, con la casa isolata dalla rete pubblica
- più autoconsumo dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico
- riduzione dei picchi di prelievo e ottimizzazione delle fasce orarie
- integrazione con i sistemi di gestione energetica domestica (HEMS)
In seguito arriveranno i servizi di rete: flessibilità, aggregazione e partecipazione alle centrali elettriche virtuali (VPP).
La roadmap Nexblue
| Periodo | Obiettivo |
|---|---|
| Fine 2026 – inizio 2027 | Più modelli di auto testati, prove su guasti e casi limite, comunicazione PLC più robusta, sviluppo OCPP 2.1 e integrazione con EMS/HEMS, preparazione alla certificazione di connessione alla rete |
| 2027 – metà 2028 | Implementazione commerciale progressiva: prima V2H e gestione energetica domestica, poi V2G e servizi di flessibilità, secondo le regole di ciascun mercato |
Un passaggio importante riguarda proprio le normative di rete: l'immissione di energia dall'auto richiede certificazioni specifiche paese per paese, e Nexblue sta già lavorando ai requisiti dei mercati di riferimento.
Una wallbox a prova di futuro, già oggi
Scegliere una wallbox non è solo una questione di kW: conta la solidità del produttore e la sua capacità di far evolvere il prodotto nel tempo, man mano che arrivano nuove auto, nuovi aggiornamenti e nuove regole per la rete. Con Nexblue oggi hai una ricarica intelligente, connessa e gestita da remoto; domani, un produttore che ha già dimostrato su strada di saper accompagnare la tua wallbox verso Plug & Charge, V2H e V2G.
Installi oggi, sei pronto per domani. È questo che significa una wallbox a prova di futuro.
EV2GO propone in Italia l'intera gamma Nexblue: Edge 2 ed Edge Max per la casa, Delta e Delta Max per aziende e condomini, con bilanciatore di carico Zen. Tutte le wallbox Nexblue sono presenti nell'elenco GSE dei dispositivi ammessi al Bonus colonnine domestiche 2026.
Vuoi capire quale Nexblue è giusta per la tua casa o la tua azienda? Contattaci per una consulenza gratuita.
Fonte: Nexblue – ISO 15118 e progressi nel campo del V2X, 30 settembre 2026. Le funzioni V2H e V2G dipendono anche dalla compatibilità del veicolo e dalle normative di rete di ciascun paese.
EV2GO SRLS — Distributore esclusivo Nexblue per l'Italia
