Autonomia? Conta meno di quanto pensi: come si viaggia in elettrico
Autonomia dichiarata, curve di ricarica, fast charge in autostrada e app di pianificazione: la guida EV2GO per viaggiare in elettrico senza ansia, con un viaggio reale in Leapmotor C10 Long Range 800 volt. Autonomia dichiarata, curve di ricarica, fast charge in autostrada e app di pianificazione: la guida EV2GO per viaggiare in elettrico senza ansia, con un viaggio reale in Leapmotor C10 fino a Matera.

Quando si sceglie un'auto elettrica, la prima domanda è quasi sempre la stessa: "Quanti chilometri fa?". Oggi molti modelli superano i 500, 600 e perfino 700 km di autonomia dichiarata. Eppure chi viaggia davvero in elettrico sa che il numero più importante non è quello scritto nella scheda tecnica.
Contano di più due cose: quanto velocemente l'auto ricarica e come si organizza il viaggio. Vediamo perché.
L'autonomia non è un serbatoio da svuotare
Con un'auto a benzina siamo abituati a guidare finché la spia della riserva non si accende. Con un'elettrica questo approccio è sbagliato, per due motivi.
Primo: l'autonomia dichiarata (WLTP) è un dato di laboratorio. In autostrada, a 120–130 km/h, si percorre in genere il 15–25% di chilometri in meno; d'inverno, con il freddo, la riduzione può arrivare al 25–35%.
Secondo: le ultime percentuali di batteria sono le più preziose. Arrivare alla colonnina con il 5% significa non avere alternative se quella colonnina è guasta, occupata o lenta.

La regola d'oro: fermati al 25–30%
Quando la batteria scende intorno al 25–30%, è il momento di pianificare la sosta. Con questo margine, se la stazione di ricarica che hai scelto è fuori servizio o tutte le colonnine sono occupate, hai ancora energia sufficiente per raggiungere la stazione successiva senza stress.
La curva di ricarica: il dato che quasi nessuno guarda
Ogni auto elettrica pubblicizza una potenza di ricarica massima: 150, 200, 250 kW. Ma quel valore è un picco, che l'auto mantiene spesso solo per pochi minuti e in condizioni ideali.
Quello che conta davvero è la curva di ricarica: quanta potenza l'auto riesce ad assorbire mentre la batteria si riempie, dal 10% all'80%.

Nel grafico, l'Auto A ha un picco più alto (230 kW) ma cala presto; l'Auto B si ferma a 165 kW, però li mantiene più a lungo. Risultato: con una batteria da 80 kWh, per passare dal 10% all'80% l'Auto B impiega circa 22 minuti, l'Auto A quasi 29. Vince chi ha la curva più "piatta", non chi ha il picco più alto.
Il consiglio EV2GO: prima di scegliere l'auto, chiedi la curva di ricarica e il tempo 10–80%. Racconta molto più dei chilometri dichiarati.
Fast charge in autostrada: soste brevi, al momento giusto
Le stazioni di ricarica ultrarapida lungo le autostrade italiane sono sempre più numerose, con colonnine da 150 kW e oltre. Due accorgimenti fanno la differenza:
- Ricarica fino all'80%, non al 100%. Oltre l'80% la potenza scende molto: gli ultimi punti percentuali richiedono tanto tempo e conviene ripartire.
- Arriva con la batteria "pronta". Molte auto preriscaldano la batteria quando imposti una colonnina come destinazione nel navigatore di bordo: in inverno questo può ridurre sensibilmente i tempi di sosta.
In pratica, un viaggio lungo diventa una sequenza di soste da 15–25 minuti: il tempo di un caffè, di una pausa bagno o di sgranchirsi le gambe, che comunque è consigliato fare ogni due ore di guida.
La strategia di viaggio: partire pieni, viaggiare leggeri
Il viaggio ideale in auto elettrica funziona così:
- Parti da casa al 100%, ricaricando di notte con la tua wallbox a costi domestici.
- Guida fino al 25–30% e fermati alla stazione fast charge pianificata.
- Ricarica fino al 70–80% e riparti: è la fascia in cui l'auto ricarica più velocemente.
- Ripeti fino a destinazione, dove potrai ricaricare con calma.
Le app che pianificano il viaggio al posto tuo
Oggi non serve calcolare nulla a mano. I software di navigazione evoluti fanno il lavoro per te: conoscono il consumo della tua auto, tengono conto di velocità, dislivelli e temperatura e scelgono dove e per quanto fermarti.
Il più utilizzato è A Better Routeplanner (ABRP). Per molte reti di ricarica mostra anche in tempo reale quali colonnine sono libere, occupate o fuori servizio, e ricalcola il percorso di conseguenza. Ma invece di spiegarlo, ve lo mostriamo con un viaggio vero.
Prova su strada: da Castelfranco Emilia a Matera con una Leapmotor C10 83 kWh 800 Volt
Non è una simulazione a tavolino: è un viaggio che abbiamo fatto davvero lo scorso anno con una Leapmotor C10 Design, batteria da 69 kWh. Qui lo ricostruiamo con ABRP, passo dopo passo, ma con il nuovo modello a 800 Volt e batteria da 83 kWh, così puoi vedere come si prepara.

Passo 1: l'auto e la batteria
Si sceglie il modello e si indica la carica di partenza: qui 100%, la regola numero uno della strategia di viaggio, grazie alla ricarica notturna con la wallbox di casa. Da questi due dati ABRP conosce già capacità della batteria, consumi e curva di ricarica dell'auto.
Poi basta scrivere la destinazione: Matera, oltre 750 km.
Passo 2: il piano completo, direttamente sullo schermo dell'auto
In pochi secondi ABRP restituisce il viaggio intero e, con Apple CarPlay (o Android Auto), lo porta sul display di bordo:
- 753 km in 9 ore e 6 minuti totali, partenza al 100%;
- 3 soste di ricarica da 18, 21 e 10 minuti: 49 minuti in tutto;
- arrivo con il 25% di batteria, esattamente la soglia di sicurezza consigliata.

Il dato più interessante? La ricarica pesa meno del 10% del tempo di viaggio. Tre pause brevi, che coincidono con quelle che faresti comunque dopo due o tre ore al volante.
E guarda i riquadri grigi: ABRP ha valutato anche due percorsi alternativi lungo il Tirreno e li ha scartati perché più lenti di oltre un'ora. Ha scelto la dorsale adriatica, con le colonnine giuste al momento giusto. Una strategia che, fatta a mano, richiederebbe una serata di calcoli.
Anche molti navigatori di bordo delle auto più recenti integrano la pianificazione delle soste e il preriscaldamento automatico della batteria. Basta impostare la destinazione: al resto pensa l'auto.
In conclusione: il viaggio sereno comincia a casa
L'autonomia dichiarata è un buon punto di partenza, ma non racconta tutta la storia. Velocità di ricarica, curva di ricarica e una buona strategia di viaggio sono ciò che rende un viaggio in elettrico sereno e prevedibile.
E tutto parte da un gesto semplice: uscire di casa con la batteria al 100%. Nel nostro viaggio verso Matera la prima sosta è arrivata solo dopo un lungo tratto di autostrada, perché la C10 era stata caricata durante la notte con la wallbox di casa. Una ricarica domestica efficiente significa partire sempre pieni, meno soste lungo la strada e la parte più economica dell'energia già nel serbatoio.
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